lunedì, giugno 26, 2006

La casa degli spiriti

“La casa degli spiriti” è uno dei miei libri preferiti.
Parla di una famiglia e soprattutto delle donne di questa famiglia.
E della loro forza.
Sono figlia di genitori separati e prima che mia mamma si risposasse ho vissuto con lei e con mia nonna: ho due zie e tutti cugini maschi; mio nonno e mio zio sono morti, l’altra mia zia è separata… il primo commento sarebbe “poverina, chissà quanto hai sofferto”… no, no, ci sono sofferenze ben peggiori… non voglio entrare nel discorso sulla sofferenza o meno e sulla necessità o meno di certe scelte…
Però pensare alla mia famiglia, diciamo “insolita”, mi aiuta spesso a superare alcuni aspetti della vita di tutti i giorni…
Mia zia. La zia Lalla.
Vedova, senza figli.
Dal giorno della separazione dei miei genitori lei e suo marito si sono presi cura di me (e di mia mamma) come se fossi figlia loro… ed è come se lo fossi… io sono molto simile a lei…
Però lei è una donna forte, e non capisco neanche dove trovi la forza che ha.
Lo zio Raf è morto per un tumore ai polmoni… i medici si sono stupidi del fatto che lei, giovane com’era all’epoca (parliamo del 1989), avesse deciso di portarlo a casa e di passare gli ultimi due mesi con lui, sopportando da sola tutte le sofferenze…
Ora l’altra mia zia è malata. Ha un tumore. Al polmone.
E lei la sta curando… vive da lei, l’aiuta in casa, la porta a fare le visite, a fare le cure… se è a terra la sgrida, se sta male la cura, se è allegra è felice con lei…
Dorme se dorme lei e mangia se mangia lei…
E il suo calvario è ricominciato
Ho fiducia nel Signore, prego che mia zia guarisca…ma la sua forza... la forza di questa donna è una cosa che non dimenticherò mai...
Ma non voglio soffermarmi troppo sulla sofferenza… credo che quando, fra molto tempo, la zia Lalla mancherà io non la ricorderò per quanto ha sofferto, ma per quanto ha lottato… e per il rapporto che abbiamo…
Un rapporto fatto di poche parole, di gesti, di feeling… quando andavo a dormire da loro e la sera cantavo in giro per casa e mio zio le diceva “sembra tua figlia! E’ sempre allegra come te”, oppure quando eravamo al mare e ci sdraiavamo su lettini vicini in spiaggia e lei sfogliava la sua rivista e io il mio giornalino… bastavano questi momenti e io mi sentivo parte di una magia particolare… lei col suo capire al volo le cose senza neanche nominarle, lei che quasi sentiva le cose prima che succedessero… e quel suo insegnamento di forza, l’insegnamento per non dimenticare che anche il giorno più brutto sarà seguito da uno un po’ meno brutto e da uno improvvisamente bello… magari un piccolo istante di felicità! Tutti gli insegnamenti che mi sta lasciando, tutti i suoi pensieri... come fossero un'eredità... un tesoro da saper coltivare e usare...
Lei è il vero fulcro della mia famiglia assieme a mia nonna, che ormai di sofferenze ne ha viste tante, e stanno infondendo una luce ed una forza che io auguro a tutti!E proprio come nel libro della Allende vorrei che la forza e la passione dei sentimenti, che siano essi amore o odio, felicità o delusione o chissà cos’altro, siano il dono più grande da tramandare di donna in donna esattamente come stanno facendo loro, lottando ogni giorno con amore e col sorriso sulle labbra…

http://www.merraigan.it/casaspiriti.htm

1 Comments:

At 4:44 PM, Blogger Michela said...

Immaginavo che il primo post sarebbe stato questoi :)
Faccio il tifo per le tue zie sin dal'inizio, da quando mi hai detto della malattia (quel giorno non me lo scorderò mai).
Assistere una persona malata comporta enormi sacrifici,tua zia Lalla ha tutta la mia ammirazione per la dedizione a sua sorella, alla quale continuo ad augurare serenità e tranquillità...

 

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